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Confederazione Italiana Agricoltori Provincia di Pisa

Cia, Coldiretti e Unione Agricoltori, segnalano alla Provincia i danni per la siccità

Home » Notizie » Comunicati

Pubblicato il 31/08/2012 - 15:25

 

 

L'ondata straordinaria di caldo e la siccità degli ultimi mesi, ha compromesso molti raccolti e il bilancio dei danni per le produzioni agricole della nostra provincia, è molto pesante.
Molte le colture danneggiate, con la zootecnia che ha generalmente subito e dovrà ancora subire, ingenti danni indiretti. 
Le ondate di caldo ripetute hanno inciso negativamente sulle colture stagionali, ma  non sono state risparmiate colture permanenti quali vite e olivo. 
I cali produttivi sono stati generalmente consistenti, di seguito alcune notizie ed indicazioni ripartite per i principali settori.
 
Vite: la raccolta è anticipata mediamente di 10 giorni rispetto all'ordinario. I danni produttivi si stimano intorno al 20-25%. Sono riscontrabili  diversi sintomi di stress idrico come disseccamenti fogliari, soprattutto alla base dei tralci e mancato accrescimento delle bacche.  In taluni casi la siccità perdurante di questi mesi  potrebbe aver compromesso la pianta stessa pregiudicando in questo caso anche le produzioni future. Non valutabile la qualità delle produzioni: alla vendemmia di determinate cultivar mancano ancora delle settimane che possono modificare il prodotto finito  anche se comunque in viticoltura le alte temperature influiscono sull’aumento della gradazione zuccherina, che si accompagna ad una diminuzione della acidità con modifiche delle caratteristiche organolettiche dei vini.
 
Olivo: si prospetta un’altra  annata di scarsa produzione, che segue, purtroppo un già negativo raccolto 2011. E' presumibile una riduzione delle produzioni che dovrebbe attestarsi tra il 30 e il 40%, con situazioni migliori nei terreni argillosi e peggiori in quelli argillosi. Oltre alla siccità, hanno inciso negativamente le ondate di caldo sulla fase della fioritura che hanno compromesso in buona parte l'allegagione. Si aggiunge che dai primi esami su campioni raccolti, risultano di minor  speso specifico che conseguentemente si tradurrà  in  una riduzione della resa in olio. 
 
Colture ortive: Le colture orticole in pieno campo (meloni, cocomeri ecc), realizzandosi generalmente su terreni irrigabili, non riscontrano danni rilevanti in termine di minoro produzione (circa -  10%). E' tuttavia evidente che i costi di produzione sono notevolmente cresciuti per il maggior impiego di gasolio o altre fonti energetiche che alimentano le pompe per l'irrigazione. 
 
Mais e Girasole: Situazione non omogenea, si va dalla parte nord della Provincia, dove il danno si attesta attorno al 25%, alle altre aree dove si raggiungono punte del 70%, fino ad arrivare, in qualche caso, a rinunciare alla raccolta. 
 
Cereali: L'annata è stata generalmente positiva con alcune eccezioni. Ad esempio la zona di Santa Luce, la forte nevicata del 1 Febbraio, associata alle fortissime raffiche di vento dei giorni successivi, aveva prodotto una sorta di “spianamento” del terreno; si stima in quei contesti una riduzione superiore al 50% della produzione.
 
Foraggere: la produzione è stata pesantemente ridimensionata. Nei prati di medica si è fatto un primo taglio accettabile, il secondo molto ridotto, altri tagli non sono stati possibili. La perdita è molto rilevante e si attesta in molti casi intorno al 60%. Le semine tardivi di medicai e prati-pascolo, sono state quasi totalmente compromesse.
 
Pomodoro da industria: Ha risentito del perdurare della negativa combinazione di siccita' ed elevate temperature, che in alcuni casi, insieme alla scarsa disponibilità di acqua per l’irrigazione, ha compromesso la qualità del prodotto finito. Il pomodoro è soggetto al fenomeno della bollatura, dimostra scarsa consistenza, con elevati fenomeni di sgocciolatura  che si riflettono anche nella resa alla trasformazione.
Ovviamente la minore qualità incide anche sul prezzo di liquidazione del prodotto, in quanto viene pagato sulla base di prestabiliti parametri qualitativi.
Dai primi dati disponibili,  si può affermare una contrazione media delle rese di circa il 30% accompagnata da una minor qualità del prodotto. 
 
Zootecnia: Pesanti i danni per il settore, sia diretti che indotti. La scarsa disponibilità di foraggio aziendale e l'indisponibilità di pascoli, fa aumentare l'utilizzo di mangimi composti, che, a casusa dell'impennata di costo delle materie prime, raggiungono prezzi spesso insostenibili per gli allevatori. C'è poi il problema delle minori rese di latte dovute allo stress che gli animali (soprattutto pecore) hanno subito per le forti e persistenti ondate di caldo.
 
E' opportuno sottolineare come la situazione non riguardi solo le colture in atto, ma anche la programmazione per i cicli colturali autunnali, le cui semine e/o trapianti, avvengono a partire dai mesi estivi di agosto e settembre.
 
Restando a disposizione con l’occasione si porgono cordiali saluti.
 
Aniello Ascolese Direttore Coldiretti - Pisa
Massimo Terreni Direttore Unione Agricoltori – Pisa
Stefano Berti Direttore Cia - Pisa
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