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Confederazione Italiana Agricoltori Provincia di Pisa

La nuova primavera inizia da un sorriso - Salone del Gusto e Terra Madre 2012, il discorso inaugurale di Carlo Petrini

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Pubblicato il 30/10/2012 - 16:13

Aggiornato il 30/10/2012 - 17:30

 

 

 
Popolo di Terra Madre bentornato a Torino, bentornato nel nostro Piemonte. Dal 2004 ogni due anni, questo appuntamento ci unisce, ci dà il coraggio e la forza per continuare questa grande sfida. E quello che avvenuto in questi otto anni è molto importante non solo per la rete, ma anche per l’incidenza che le migliaia di comunità di Terra Madre hanno avuto sulla politica di tutto il pianeta. Grazie a tutti i relatori di oggi, alle testimonianze che hanno portato e al senso delle parole che condividiamo e facciamo nostre.
Permettetemi un grazie particolare a Josè Graziano da Silva: è la prima volta che un direttore generale della Fao viene a Terra Madre. Grazie, noi siamo felici e orgogliosi di quello che hai fatto nel tuo Brasile e riuscirai a fare nel mondo, noi crediamo nella tua missione e guardiamo alla tua capacità di interpretare non solo le esigenze dei governi, ma anche le esigenze dell’umanità, che tiene in piedi i governi e il mondo. Questa è un’umanità di umili, di persone vicine alla terra. Siamo felici che sia tu oggi a presiedere una straordinaria istituzione come la Fao e siamo orgogliosi di averti qui e ci auguriamo di intraprendere un grande cammino insieme. 
Le sfide che ci attendono sono durissime, certo in questi anni qualcosa è cambiato: c’è più sensibilità verso l’ambiente, verso lo spreco, ed è cresciuta l’attenzione al cibo. Ma la strada è ancora lunga, le questioni aperte che abbiamo davanti sono enormi. La sovranità alimentare è minacciata da speculazione finanziarie vergognose sui prodotti della terra, ma la sovranità è la forza di ogni popolo e noi dobbiamo costruirla e difenderla con tenacia. 
 
Il diritto alla terra è minacciato, soprattutto in Africa, dove cresce la vergogna del land grabbing, questa presa aggressiva di terra, che sottrae risorse ai nostri fratelli africani, per sfamare gli altri popoli o per bruciare il cibo da trasformare in energia. Questa è la forma di neocolonialismo più aggressiva e violenta della storia. La comunità internazione non può rimanere inerme, 80 milioni di ettari sono già stati derubati ai contadini e ai pastori africani. I nostri fratelli africani sono costretti a emigrare perché hanno levato loro la terra. Non può continuare così, è necessario che la governance mondiale si attivi per porre fine a questa ignominia. Ma penso anche a come non vengano difese le sementi autoctone, noi dobbiamo ricostruire le banche dei semi, riaffermando con forza che i semi sono di esclusiva proprietà della comunità, perché nel seme c’è la vita e la vita non è privatizzabile. Penso poi al mantenimento della biodiversità, difendiamola, anche se una specie o una razza può sembrare apparentemente debole e inutile, difenderla significa investire nel futuro, perché quando le specie forti si ammaleranno, saranno le specie deboli a salvarci: niente può essere distrutto e buttato vita. Dobbiamo difendere il patrimonio che ci hanno tramandato i nostri padri con cura e amorevolezza, anche perché questo cambiamento climatico voluto dai Paesi ricchi e determinato dalla produzione intensiva di anidride carbonica, genererà una sciagura per i paesi e noi tutti ne saremo sopraffatti. 
 
Non dimentichiamo anche che la lotta allo spreco deve essere senza quartiere, è una parte importate dell’agricoltura: non si può sprecare il cibo, nel momento in cui molti nel mondo soffrono di malnutrizione. Risolvere questo paradosso deve essere il nostro obiettivo primario.
 
Ma non è di queste cose che voglio parlarvi, perché sono problemi che conoscete bene e di cui discuterete a lungo durante Terra Madre. 
Vi voglio invece parlare di altre due cose di estrema importanza: anzitutto, dobbiamo essere coscienti che Terra Madre è una grande iniziativa politica, pur non avendo e non volendo diventare un’organizzazione partitica né un governo centrale, ma anzi esaltando la diversità e la forza della rete, che opera nel locale, ma con uno sguardo al globale, noi costituiamo una realtà politica unica al mondo. I nuovi confini della polis contemporanea non sono più quelli di città e nazioni, la nuova polis è l’universo, per questo è necessario stare insieme e porsi come obiettivo la crescita. Ma attenzione, non la crescita economico finanziaria espressa dal prodotto interno lordo, ma la crescita delle comunità, della cultura e della felicità collettiva. Tutto questo è politica e voi dovete esserne coscienti: in qualsiasi sperduto angolo del pianeta viviate, voi realizzate la politica più forte e bella e ricordatevi che non siete soli, mai.Questa è la vera politica. La crisi che ci attanaglia non sarà facile, ci vuole lucidità e chiarezza, essa ci obbliga a rallentare e a riflettere. 
 
Terra Madre in questi anni è stata guardata con curiosità, da tutti i punti di vista, da quello antropologico a quello folkloristico. Ebbene no, occorre iniziare a interpretarla anzitutto come grande fenomeno politico. La capacità di realizzare la politica sta nei comportanti vostri e delle vostre comunità ovunque voi vi troviate. Occuparsi di cibo, significa prendersi cura del pianeta e di tutti i viventi, significa occuparsi del bene comune e avere coscienza di appartenere a una rete. La rete si autogenera: nel 2004 non eravamo così diffusi, siamo cresciuti basandoci sull’autostima, perché niente è più forte dell’autostima. La seconda cosa che voglio dirvi è che questa politica ha bisogno di essere realizzata con gioia, serenità e festosità. Questa crisi non verrà superata con la tristezza e il magone, ma solo con la serenità. Sui vostri volti quando siete arrivati, nonostante le ore di viaggio e la stanchezza, ho visto il sorriso e la felicità di essere qui. Ecco la nostra forza, perché solo così possiamo capire il calore dell’amicizia condivisa e fraterna. La certezza di non essere soli ci consente di essere sereni e forti. Non affronteremo le sfide della crisi con la rabbia, il mondo ne è già pieno, noi invece vogliamo vincere la nostra battaglia con la tenacia e la determinazione, ma soprattutto con il sorriso. Solo così si cambia il mondo. Sono fiducioso, la primavera, cioè il superamento della crisi sta per arrivare. Ma se vogliamo davvero la primavera, allora occorre che ognuno di noi, ovunque si trovi, cambi gli atteggiamenti e i paradigmi del vivere quotidiano. Questo cambiamento porterà la festosità e la gioia della nuova primavera. 
 
Ricordiamoci le parole di Pericle, che parlando agli ateniesi prima che entrassero in guerra contro Sparta, oltre 2400 anni fa diceva: «Ogni ateniese cresce sviluppando una felice versatilità, la fiducia in se stessi, la prontezza a fronteggiare ogni situazione». Già allora si esprimeva il concetto di felice versatilità, quale viatico del cambiamento e allora, oggi, non ci resta che essere versatili, senza perdere il sorriso. Così dimostreremo la nostra forza politica. Questa sciarpa che indosso oggi mi è stata regalata dai bambini e dagli insegnanti della scuola Micinda del Kenya, dove abbiamo realizzato uno dei Mille orti in Africa. Sono andato a trovarli a maggio, quel giorno c’era preoccupazione e paura, perché da troppo tempo non pioveva e l’orto iniziava a patire, ma nonostante tutto mi hanno accolto con canti e balli, avviati da un piccolo gruppo di studenti Masai: una gioia che ha presto contagiato tutta la comunità. Nel momento più tragico, non hanno perso il sorriso. Il giorno seguente è arrivata la pioggia e l’orto si è salvato. Porterò questa sciarpa per tutti e cinque i giorni di Terra Madre, idealmente voglio regalarla a ognuno di voi, perché è il simbolo della primavera prossima ventura. Con la primavera arriverà la pioggia e bagnerà il grande campo della giustizia, sconfiggerà l’arido terreno dei prepotenti e degli arroganti, scaccerà la polvere della cattiveria e ci restituirà dignità. Questo è il messaggio che dovrete comunicare alle vostre comunità, qui a Terra Madre la politica ha preso per mano la gioia, qui la festosità ha sorretto l’impegno civile celebrando degnamente il vostro lavoro, dando gambe alle vostre idee e generando speranza.
Bentornato a Torino, Popolo di Terra Madre!

 
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