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Confederazione Italiana Agricoltori Provincia di Pisa

Nasce Agrinsieme, nuova realtà  del mondo agricolo

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Pubblicato il 18/02/2013 - 23:22

Aggiornato il 18/02/2013 - 23:28

 

 

PISA. «L’agricoltura è un elemento centrale della struttura economica del nostro paese e, ora più che mai, c’è bisogno di politiche più attente al settore primario».
Con queste parole il direttore della Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Pisa, Stefano Berti, ha presentato oggi, 18 febbraio, la nascita del coordinamento pisano di “Agrinsieme”, un nuovo organo di rappresentanza che riunisce sotto un unico cartello le aziende di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative.
«In questa fase così importante per l’economia italiana abbiamo bisogno di una rappresentanza forte per il settore agroalimentare – dice Berti – “Agrinsieme” vuole rivendicare la priorità che le istanze del mondo agricolo hanno per lo sviluppo economico dell’Italia e vuole rendere più efficace il confronto con le istituzioni».
«Questo è il primo passo – spiega Francesca Cupelli, presidente di Cia Pisa – verso una più produttiva unione del mondo agricolo. La frammentazione che finora ha caratterizzato gli organi di rappresentanza nel nostro settore ha determinato una scarsa attenzione da parte delle istituzioni e una perdita nei redditi delle imprese agricole che solo nell’ultimo decennio è stata del 25 per cento».
La strategia sindacale coordinata di “Agrinsieme” riguarderà anche le politiche locali e settoriali. Sono previsti coordinamenti territoriali e per singole filiere produttive. Ma l’obiettivo fondamentale del nuovo istituto di rappresentanza è stimolare l’attenzione sulla centralità del settore agricolo e sulle connessioni che intercorrono tra agricoltura, green economy, ecosostenibilità, salute e turismo.
«Il settore primario - dicono al neonato coordinamento - è fondamentale perché ha forti ricadute su diversi ambiti della società. Per questo vogliamo stimolare una nuova attenzione per le politiche agricole. L’agricoltura produce lavoro qualificato e produce le materie prime per il settore alimentare. Ma non solo: ad una corretta gestione dei fondi agricoli si deve la tutela del paesaggio e si contrasta il fenomeno delle erosioni idriche e delle frane. Inoltre in un paese come l’Italia conosciuto in tutto il mondo per la sua cucina è assurdo pensare che non se ne valorizzino i prodotti tramite un potenziamento della nostra agricoltura. Basti pensare che un italiano su cinque mangia cibo di importazione perché in molto casi, anche se di qualità inferiore, costa meno rispetto ad un prodotto italiano».

 
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