Condividi Segnala a facebook Segnala a Google Segnala a delicious Segnala a oknotizie Segnala a Microsoft Life Segnala a segnalo
Confederazione Italiana Agricoltori Provincia di Pisa

ALLARME UNGULATI: LA TOSCANA TOCCA QUOTA 350 MILA. IN UN ANNO AUMENTO DEL 20%. SITUAZIONE ORMAI FUORI CONTROLLO

Home » Notizie » Comunicati

Pubblicato il 04/03/2013 - 13:59

 

 

Per la Cia Toscana occorre cambiare la Legge nazionale e modificare la Legge regionale per tutelare i redditi degli agricoltori

Marco Failoni, Cia Toscana: «Dal 1992 è cambiato il mondo, la legge 157 è superata e rappresenta un ostacolo all’equilibrio tra ambiente, fauna e agricoltura». «Occorre anche cambiare la legge regionale per garantire le risorse per la prevenzione ed il pieno risarcimento dei danni agli agricoltori» dice il presidente Cia Toscana Giordano Pascucci .

350mila capi, divisi a metà tra cinghiali e caprioli, più alcune migliaia tra daini, cervi e mufloni. Queste sono le nuove stime – che allarmano la Cia Toscana e l’agricoltura regionale - sulla presenza degli ungulati in Toscana, presentate nel corso di un convegno sulla gestione faunistica organizzato a Firenze dall’Accademia dei Georgofili. «Sono dati impressionanti – commenta Marco Failoni della Cia Toscana – perché vuol dire che in un anno c’è stato un aumento pauroso, pari al 20% dei capi, nonostante i grandi sforzi messi in atto dalla Regione e dalle province toscane. La situazione è ormai totalmente fuori controllo». Secondo la Cia Toscana l’origine dei nostri guai è in una legge nazionale, la 157/92, nata 20 anni fa sull’onda dei referendum contro la caccia, con l’obiettivo di proteggere la fauna senza guardare alle conseguenze sull’agricoltura e sullo stesso equilibrio ambientale. «Con una Legge nazionale basata sul principio, ormai anacronistico,  della conservazione e dell’incremento delle specie – sostiene Marco Failoni – ogni tentativo di riportare sotto controllo la situazione, si scontra con lo strapotere dell’ISPRA, con i ricorsi alla magistratura, con un contenzioso infinito. Un cambiamento della Legge 157/92 – afferma Failoni – non può più essere rinviato». La proliferazione degli ungulati, secondo la Cia, rende drammatico il problema dei danni all’agricoltura, che rischiano di far chiudere migliaia di aziende. «Occorre garantire agli agricoltori le risorse per la prevenzione e per il pieno risarcimento dei danni; su questo – sottolinea Giordano Pascucci, Presidente Cia Toscana – attendiamo delle risposte dalla Regione Toscana: bisogna urgentemente modificare la Legge Regionale 3/94, per applicare concretamente i principi di piena tutela del reddito degli agricoltori affermati dal  Piano faunistico regionale approvato lo scorso anno. Sappiamo che il Consiglio Regionale si appresta ad approvare alcune modifiche alla Legge, per dare risposta ad alcune istanze delle Associazioni venatorie. Per gli agricoltori – conclude Pascucci -  sarebbe grave ed inaccettabile se, in occasione di questa revisione, non si tenesse conto della richiesta, vitale per le imprese agricole, di adeguare le norme che definiscono gli interventi preventivi e le risorse per i risarcimenti dei danni agli agricoltori».

 
realizzato da Navigalibero