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Confederazione Italiana Agricoltori Provincia di Pisa

FRANCESCA CUPELLI CONFERMATA PRESIDENTE DELLA CIA DI PISA

Home » Notizie » Comunicati

Pubblicato il 27/01/2014 - 09:56

 

Lotta alla continua perdita di suolo agricolo, ai costi di tempo e di denaro della burocrazia, alla pressione fiscale che aumenta il già pesante fiato sul collo della crisi sulle aziende. Francesca Cupelli, chiamata al secondo mandato da presidente della Confederazione Italiana Agricoltori della Provincia di Pisa dalla sesta assemblea elettiva, ha tracciato un quadro completo del comparto che su questo territorio ha numeri importanti: 6912 aziende di cui 4527 sotto i due ettari, ma ben 446 sopra i 100 ettari. Un comparto che conta 2462 dipendenti e 6749 conduttori.  Il tutto su una superfice agricola di 158mila 576 ettari sulla quale, nonostante la drastica riduzione degli ultimi vent’anni, ci sono 959 aziende che praticano ancora la zootecnia. “Senza terra non c’è agricoltura e senza agricoltura non c’è territorio – ha detto Cupelli, 37 anni, imprenditore agricolo a San Miniato -  I dati evidenziano una drammatica perdita di suolo agricolo. È evidente, invece,  che un’agricoltura attiva, rispettosa dell’ambiente è diffusa sul territorio sia la miglior garanzia di tutela paesaggistica”.  L’agricoltura non perde solo suolo, ma anche aziende. “La drastica riduzione del numero di aziende e la cospicua perdita di suolo derivano dalla progressiva perdita di reddito che si è verificata negli ultimi 10 anni per gli agricoltori – ha aggiunto -  I costi di produzione sono cresciuti in maniera esponenziale, mentre i prezzi dei prodotti sono rimasti più o meno stabili. Ad oggi, mediamente, fatto 100 il prezzo che i cittadini pagano per comprare generi alimentari, 18 va agli agricoltori, 22 alla trasformazione e 60 al commercio”. Durissimo l’attacco alla burocrazia ed agli apparati. “L’attuale carico burocratico non è assolutamente sostenibile dalle nostre aziende. Un agricoltore dedica ormai quasi il 30% del proprio tempo a fronteggiare scadenze e adempimenti“ ha rilevato Cupelli che poi affronta a viso aperto un altro tema scottante: “Troppo spesso soldi pubblici o in origine destinati all’agricoltura vengono utilizzati per il mantenimento di apparati che operano quasi esclusivamente per auto-preservarsi, come ad esempio le Camere di Commercio. In contesti di questo tipo, le risorse dei contributi camerali, versati con sacrificio dalle imprese, vengono spesso gestite  con effetti opposti a quelli enunciati – ha proseguito – Io credo che anche la Cia debba fare di più per scardinare questi meccanismi che solo raramente sono funzionali alla crescita della nostra agricoltura. Com’è possibile infatti che ancora oggi in una Provincia come la nostra ci sia un solo posto per la rappresentanza agricola, mentre per altre categorie come commercio e artigianato ve ne sono ben 5 ciascuna? La spiegazione è abbastanza semplice ed evidente: né Coldiretti, nè le altre categorie hanno interesse a cambiare le regole per la determinazione degli organi. Allora l’unica arma che ci resta è la denuncia pubblica di una situazione ormai insostenibile da ogni punto di vista. Alla Cia di Pisa abbiamo iniziato a farlo e come presidente costituirà una delle mie azioni prioritarie. Quindi dalla Cia di Pisa pieno appoggio alla battaglia renziana di rendere facoltativa per le aziende l’adesione alle Camere di Commercio”. Cupelli ha fatto il punto sulla nuova Pac, sui problemi legati all’accesso al credito e la parola chiave del secondo mandato: “trasparenza” totale in nome degli interessi esclusivi del mondo agricolo. Vicepresidenti sono Luca Tommasi di Pisa e Matteo Cantoni di Terricciola. Presenti al congresso vertici regionali e nazionali Cia, la delegazione pisana di Confragricoltura guidata dal direttore Massimo Terreni, amministratori di alcuni comuni della provincia. 

 

 
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